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iniziative di corsi e workshops, mostre, avvenimenti

Alessandro Zanella tipografo-editore veronese

Atti della tavola rotonda di Verona 18 maggio 2013 a cura di Massimo Gatta – Edizioni Biblohaus

Una volta i tipografi…

Una volta i tipografi erano tutti un po’ rivoluzionari e per una buona percentuale anarchici. Deve essere stato una sorta di adattamento della specie: l’ultima razza che riusciva anche nel frastuono a meditare tra sé e sé. La macchina da cui dipendevano era, comunque, una macchina che stampava pensieri.
Ma perché anarchici? Penso che derivasse da un paradosso, dal fatto di lavorare come architetti della pagina e, al tempo stesso di immergere il lato matematico nel libero scorrere di immagini. Operai, ma con la consapevolezza, più o meno manifesta, di partecipare al cantiere di una cattedrale.
Servivano il sapere nel vivo della battaglia per la sua diffusione, per la sua visibilità. Come non sentirsi, allora, abili e arruolati, ma con un bastone di maresciallo nello zaino, equidistanti sia dalla semplice carne da cannone sia dalla protervia dei capitani?

A me Alessandro Zanella ha dato sempre questa impressione, di lavorare per una buona causa, talmente buona o se volete ovvia da conservare il senso della bellezza e la capacità d’indignarsi ogni volta che è in pericolo. Il bello si difende, non può essere solo consumato.
Mirate una copertina dei suoi libri, passate il dito indice sulla costa lungo la rilegatura e l’intero palmo sulla pagina, avvertendo il braille in negativo dei caratteri impressi sul foglio, difficile non provare un sorta di assennata ebbrezza.
Stampare è una fatica che rende felici.
Felici di ricominciare in un vizio che spinge le parole per il mondo, che rimette in comunicazione l’artista con l’artigiano.
Direi che nell’asfittico panorama dell’arte concettuale o violentemente realistica, stupidamente osé, trovare un libro, composto e stampato a mano da Zanella, dove lo scrittore scrive e il pittore o l’incisore illustra, è come passare dalla visione apocalittica di un ipermercato a quella individuale e quotidiana dell’orto di casa.
Geometria e natura che non confliggono troppo, si studiano e aspettano tanto la primavera che la neve.
Comprate libri belli, studiate o dilettatevi da tipografi, la cascina con stamperia sulle colline tra Verona e il Mincio è aperta.

— Nicola Dal Falco

Title

IN MEMORIAM ALESSANDRO ZANELLA (16 aprile 1955 – 13 luglio 2012)

Per ricordare e salutare Alessandro con dolore per la perdita improvvisa. Con Sandro condividevamo la passione dei libri da fare materialmente, di cui progettare ogni aspetto, ogni minimo particolare, sino alla stampa con il torchio, strumento impareggiabile, com’ebbe a dire Mardersteig, ma straordinariamente difficile, che richiede non solo capacità tecniche, pazienza, caparbietà, ma anche occhio, cuore, passione. Qualità tutte di cui Sandro era ampiamente provvisto. Di lui come tipografo, diciamolo pure come grande tipografo, come completo artista del libro, avevo scritto alcune breve pagine, dieci anni fa in occasione della mostra di Lugano, sottolineandone le originalità nel panorama dei private printer che hanno operato a Verona nella seconda metà del secolo da poco trascorso… «Ancor prima del suo linguaggio grafico parliamo della sua professionalità… Non solo con coraggio ha fatto della tipografia … la professione della sua vita, ma ha affrontato con razionalità e chiara visione del futuro le necessità di aggiornamento tecnologico e la ricerca di equilibrio tra economia e qualità … [In] Ampersand … la qualità è tutto, fine e ragione dell’impresa … l’attenzione ai dettagli, ai materiali è esasperata … la produzione del libro è seguita con cura affettuosa. … [Egli] non si lamenta più di tanto dei materiali che non si trovano, degli aumenti dei costi, del variare del gusto dei bibliofili: va alla ricerca di alternative che gli permettano di stampare bei libri. Alle carte a tino, sempre più rare e inarrivabili, aggiunge ottime carte in tondo, italiane e straniere, morbide e di eccellente resa. … allo Stanhope affianca un torchio tiraprove Vandercook … che sulla carta abbina dei vantaggi (velocità, regolarità di impressione) a degli svantaggi (minor precisione) rispetto al torchio in ghisa. Zanella trova modo di sfruttare i primi e superare i secondi: la stampa a mano gli permette di dedicare la massima attenzione alla perfezione di registro e di impressione anche su carte inumidite, e, ove serve, supplisce con l’inchiostrazione manuale. … [Quando] si rende conto che la scomparsa delle fonderie e la sempre più limitata disponibilità di caratteri in piombo sta per uccidere la tipografia tradizionale non si sgomenta, prende delle decisioni. A suo tempo ha smontato il torchio Stanhope e il tiraprove per capirne i meccanismi e piegarne le caratteristiche alle sue esigenze, ora acquista un computer, frequenta corsi di tipografia digitale per vedere come la nuova tecnologia si possa adattare alla stampa a mano … è l’unico che vi investa tanto tempo e [impegno]».E non va dimenticato il suo stile tipografico, assieme editoriale e grafico, il suo approccio al disegno e progettazione, la sua capacità di innovare e rinnovarsi, di essere contemporaneamente moderno e entro la tradizione. «Anche nel disegno lo sorregge una perizia tecnica innata. Al gusto di immaginare, sperimentare nuovi materiali e tecniche per le legature, le illustrazioni, l’impaginazione, i colori, si accoppia la facilità [la felicità, aggiungerei ora] di realizzare: in lui la teoria diventa pratica, l’intuizione soluzione» Ma più che le parole valgono i fatti: più che sentirseli raccontare bisogna sfogliare i suoi libri, soffermarsi sui dettagli, coglierne le capacità che esprimono. Sandro sapeva bene cosa valeva, sapeva di essere il più completo e capace private printer italiano, benché anche il suo orgoglio fosse trattenuto da un’innata parsimonia di espressione. Ai primi incontri con Sandro si notava l’approccio un po’ burbero, circospetto, ravvivato da improvvisi lampi di ironia nello sguardo e addolcito da sorrisi di assenso. Bastava frequentarlo un poco, entrarne in sintonia, per capire di quanta ricchezza di affetto, di quanta generosità d’animo, di quanta capacità di comprensione, di quanta disponibilità verso gli altri egli fosse ricco. A tale proposito non posso non ricordare le sue qualità di docente, di “maestro d’arte” nel senso più rinascimentale del termine, nei corsi effettuati in proprio e per l’Università di Verona, per l’Accademia di Belle Arti di Venezia, e in ogni occasione chiunque ricorresse a lui per un consiglio, dato sempre con generosità ed entusiasmo. Ora ci hai lasciato, Sandro, ci hai lasciato ricchi di ricordi e di esempi, ci hai lasciato, in quella Grecia che tanto amavi, da studiarne con cocciuta determinazione la lingua, quella Grecia che, anno dopo anno, cercavi, altra condivisione , quella Grecia che non è solo paesaggi e mare colore del vino, ma, come ha scritto Ceronetti (Corriere della sera, 19 luglio 2012), «[L’Ellade eterna] è soccorso eterno, medicazione permanente, pensiero, rivelazione sapienzale, purificazione (kàtarsis) senza farmaci…».

Laggiù, dove certo sei in spirito, ti mandiamo il nostro affetto, i nostri sorrisi.

Alessandro Corubolo

 

Lines in the Ampersand

LINES IN THE AMPERSAND

di Chiara Nicolini

ILLUSTRATION Summer 2012

 

Chiara Nicolini visits a press near Verona that has a history of drawing on the best international talent in its quest for innovative texts and illustrations

Alessandro Zanella’s Ampersand, now based in a delightful country house in Santa Lucia ai Monti, a village outside Verona, is one of the most important fine presses in Italy today. When Zanella set up the press in Verona in 1984, the city was already famous as a centre for fine printing. The man responsible for its fame was Giovanni Mardersteig, “the Prince of Printers”, who founded his celebrated Officina Bodoni there in 1922, and then established the Stamperia Valdonega in 1948. Mardersteig’s talent for typography and layout, his choice of high-quality materials and the elegance of his books inspired others to set up presses in the city. The first of these was Franco Riva in 1954. He was followed in the early 1960s by Gino Castiglioni and Alessandro Corubolo with the Officina Chimérea, then by Enzo Sommaruga, Jacques Verniére and, in 1970, by the American Richard-Gabriel Rummonds with his Plain Wrapper Press.

Young Zanella had no great interest in printing. He liked graphics and etching and was thinking of enrolling at the Istituto Superiore per le Industrie Artistiche (ISlA) in Urbino. Then he met Verniére, who introduced him to Rummonds and the Plain Wrapper Press: it was love at first sight. Zanella abandoned the idea of going to Urbino and in 1976 followed Rummonds on a six-month visit to the University of Alabama, where he got to grips with the university’s hand-press and attended Rummonds’ lessons on book history and librarianship. Initially as an apprentice, then as an associate, Zanella collaborated with Rummonds on a number of books, the first of which was Anthony Burgess’s Will and Testament: A Fragment of Biography (Verona, Plain Wrapper Press, October 1977), illustrated with eight silk-screens by British pop artist Joe Tilson and limited to 86 numbered copies. This taught Zanella how to instigate and develop a complex editorial project, from choosing type and paper, to printing text and illustrations.

The title page of Will and Testament was reproduced after a calligraphic draft by Golda Fishbein, who also drew the title of Andrea Zanzotto’s Circhi e Cene (“Circuses and suppers”, Verona, Plain Wrapper Press, October 1979) as well as logos for both the Plain Wrapper Press and Ampersand. Zanella says that Circhi e Cene, which was illustrated by Tilson, remains one of his favourite books. Subsequent Plain Wrap­ per Press editions of Luigi Santucci’s La Donna con Ia Bocca Aperta (“The woman with the open mouth”, May 1980) and Manuel Mujica Lainez’s Cantata de Bomarzo (“Bomarzo’s song”,January 1981) contain, respectively, graphics by Italian artists Emilio Tadino and Luciano De Vita. In 1982 Rummonds’ Veronese venture came to an end and Zanella decided he had enough experience to set up his own fine press. He bought a massive 1854 Stanhope hand press (which was joined in1985 by a Vandecook proof press), selected a location and found his first customer – Milanese publishing house Verba, for whom he printed an edition of Ausonius’s La Mosella illustrated by Leo Lionni (Milan, Verba,1984).

The name Ampersand was taken from the lastletter in 19th-century alphabets: “and per se and”. The press’s first publication was Heinrich von Kleist’s Uber das Marionettentheater (“On the marionette theatre”, Verona, Ampersand, autumn 1984). The 32-page quarto, limited to 80 copies, was illustrated with four etchings by British artist Neil Moore. The type was hand-set Spectrum designed by Jan van Krimpen and cast by Dutch foundry Enschedé, and the paper was ivory Hahnemüle. An edition of Stéphane Mallarmé’s poem Un coup de dés Jamais n’abolira le Hazard (“A throw of the dice will never abolish chance”) followed in May 1987. Zanella was intrigued by the revolutionary typographic layout of this book and was determined to reproduce it. He borrowed a copy of the first edition from Lionni, bought a set of Caslon type, and published his own version limited to 115 copies and illustrated with four woodcuts by Jacques Vernière.

In 1990 Zanella issued Ghiannis Ritsos’ long poem Persefone, which became the first book to bear the Ampersand logo – a swirling, heart-shaped “&”. Zanella is particularly fond of this edition. He recalls obtaining the Greek text from Milanese publisher Crocetti and asking Tilson to illustrate it. Tilson loves Greek culture and had already illustrated the myth of Persephone, so he was happy to collaborate. He created a series of small woodcut ornaments for the text, as well as a silk-screen for each cover – the one on the front cover is rasised in relief.

Persefone is an oblong folio limited to 80 copies. It contains the text in modern Greek with a parallel Italian translation. Zanella also made another edition limited to 80 copies, entitled Persephone, alongside a parallel English translation (Verona, Ampersand, spring 1990).

All the books printed by Zanella in the first years of his solo career were foreign texts accompanied an Italian translation. However, in 1994 he began to publish a series of 20th-century Italian literature called Le carte del cielo (“The papers of the sky”). Conceived and edited by librarian, collector and scholar Sandro Bortone, the series comprises 11 volumes issued between 1994 and 2002. The first 10 have an identical slim quarto format, bound in identical white wrappers, and are all illustrated with one chalcographic plate. The eleventh volume is Riccardo Bacchelli’s Poemi Lirici (“Lyrical poems”, Santa Lucia ai Monti, Ampersand, 2002), a collection of poems illustrated by Tommaso Cascella with 18 black and white abstract woodcuts embellished with pasted pieces of painted paper. The book is larger than the previous volumes, has red wrappers with an extra woodcut on the front cover, and is limited to 100 copies (the other titles in the series are limited to 135 copies). Poemi Lirici was the first book printed by Zanella with photopolymer plates instead of hand-set movable types. The “biting” of the paper has the same tactile quality as moveable types, but the photopolymer technique allows the printer to make printing plates out of digitally designed types and layouts. It is a flexible system that enables Zanella to print long texts. In addition to the Ampersand works, Zanella has printed books for colleagues and customers, including the bibliophile association I Cento Amici del Libro (“One hundred friends of the book”). He collaborated with the association on several works, including Mario Luzi’s Vetrinetta Accidentale (“Accidental little window”, Cento Amici del Libro, 2005), illustrated by Walter Valentini. An edition of James Joyce’s Anna Livia Plurabelle (Ampersand and Officina Chimerèa, 2001) was created by Zanella with Castiglioni and Corubolo when Rummonds asked them to bring a sample of ltalian fine printing to display in US universities. One of the most interesting characteristics of this little oblong volume is that its title page is printed with a special type designed by Bruno Munari in the 1930s. The type was part of a series of experiments by Munari on readability. Zanella found it appropriate for Joyce’s text, which demands a similar degree of attention from the reader to decipher it.

Over the years Zanella’s approach to the book has become more and more inventive and innovative. In 1999 he wrote, illustrated and printed for (and with) his daughters a little pop-up book called Linea (“Line”). In 2006 he created with Lucio Passerini Ecce Video, a leporello containing eight poems on television by Valerio Magrelli and eight linocuts by Passerini. It is printed with Monitor type, designed by Zanella after the famous “Brionvega” logo, on Tyveck, a tear-proof and waterproof material. And in 2009 he issued the spectacular Poesie Verticali (“Vertical poems”). When Zanella asked Maria Luisa Spaziani, one of his favourite poets, to write a few poems on a subject of her choice, she came up with 14 religious compositions. Although surprised by the religious theme, he loved the title and began to work on the concept of verticality. He came up with a horizontal structure made of fold-out pages illustrated with reliefimages by Marina Bindella that have a strong vertical structure. Zanella hand-bound the 100 copies of Ecce Video and the 80 copies of Poesie Verticali.

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Stamperie private in Italia

STAMPERIE PRIVATE IN ITALIA

La tesi di laurea di Claudia Tavella è un appassionato viaggio tra le private presses dalla nascita del movimento in Europa allo sviluppo del fenomeno in Italia, con un capitolo dedicato agli stampatori italiani contemporanei.

[Relatore Prof. James Clough – Politecnico di Milano – Facoltà del Design – Corso di Laurea in Design della Comunicazione – A.A. 2009-2010]

Abstract: “Lo scopo di questa tesi di laurea è analizzare il fenomeno delle stamperie private in Italia, elemento estremamente importante nell’universo tipografico attuale, ricco di storia, personaggi importanti a livello internazionale ed eccellenze. Il movimento, nato con la figura di William Morris negli ultimi anni dell’Ottocento e diffuso successivamente in Europa e nel resto del mondo, si può identificare con l’esistenza di piccole officine tipografiche composte e guidate generalmente da una o pochissime persone, dove si realizza l’originaria unità tra editore, grafico e stampatore. I procedimenti di realizzazione dei libri seguono tecniche antiche e desuete, come la composizione tipografica con i caratteri mobili e la stampa fatta con torchi a mano, slegandosi quindi dalle logiche della produzione su scala industriale, più legate al mercato. In Italia il mondo silenzioso delle stamperie private si può definire, nel suo piccolo, variegato ed estremamente interessante, dove ogni realtà si differenzia dall’altra per ideologie, intenti e stile. È il risultato finale che le accomuna: edizioni a tiratura limitata, talvolta fuori commercio, estremamente curate e di fattura artigianale, caratterizzate da unità di stile e raffinatezza, dove l’atto della lettura non è semplicemente un’attività a sé stante, ma si trasforma in un’emozione coinvolgente e stimolante.”

[Kelmscott Press, la marca tipografica]

 

[Giovanni Mardersteig, Officina Bodoni]

[Il Milione, Officina Bodoni]

 

[Franco Riva, Editiones Dominicae]

 

[Preghiera a Dio, Editiones Domenicae]

 

[Richard-Gabriel Rummonds, Plain Wrapper Press]

 

[Will and Testament, Plain Wrapper Press]

 

[Alessandro Zanella, Ampersand]

 

[Ecce Video, Ampersand]

 

[Gino Castiglioni, Alessandro Corubolo, Officina Chimèrea]

 

[Antico Angelus, Officina Chimèrea]

 

[Il Buon Tempo, Lucio Passerini]

 

[Josef Weiss Edizioni, Josef Weiss]

 

[L'Officina Arte Contemporanea, Giovanni Turria]

 

[L'Officina Tipografica Nove Punti, Collettivo di stampa]

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